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Dai diari di Bordo La percezione del vento su una barca d’inverno con Unione Italiana Ciechi Lecce

Ci conosciamo in una fredda giornata di inverno, con il desiderio di iniziare un’esperienza nuova, grazie all’opportunità del progetto Buon vento che prevede attività in barca e sport per “fare” gruppo e provarsi insieme, complice perfetta la Natura!!! Durante questo primo approccio, nella spontanea iniziale diffidenza che caratterizza ogni essere umano ai primi incontri, utilizziamo ogni senso a nostra disposizione per afferrare l’altro e qualsiasi risposta immediata raggiunge la nostra intuizione ci consiglia di lasciarci andare e di provare a fidarci, perché qualcosa di bello, di nuovo, di inedito accadrà. Siamo in quattro in questo contatto iniziale e, presto diventiamo tanti, sempre di più, le voci provano a scambiarsi percezioni e cominciano a progettare in un gruppo whatsApp che assomiglia tanto ad una radio, con sottofondi musicali, voci di presentazioni, racconti, sogni, timori, domande per un appuntamento che non tarda ad arrivare. Eccoci in barca, in un’altra giornata di gennaio, ma stavolta soleggiata e calda, che appare quasi felice di abbracciarci in quello che per molti di noi rappresenta l’inizio di un incontro con altri volti, voci prima sconosciute, suoni naturali, spazi circoscritti come solo su una barca può avvenire. Portiamo con noi una ricca cambusa, dolci, focacce, pizzette, taralli, e anche le cozze per un prelibato spaghetto a bordo, neanche dovessimo stare insieme in barca una settimana, ma si sa! il cibo è un alleato prezioso che incoraggia incontri e rassicura ogni ansia di sopravvivenza… e poi siamo tutti più felici intorno ad una tavola ben bandita, anche in barca, dove il gusto, l’olfatto, il tatto si raffinano e comprendono l’Insieme….. Saliamo a bordo impauriti, oltrepassando una passarella quasi improvvisata, le gambe tremano mentre sentono la mano sicura del compagno che ci afferra dolcemente per superare l’ostacolo iniziale che c’è tra noi ed il mare……ma il timore del nuovo dura poco, siamo in barca ora, su un grande catamarano che affettuosamente ci abbraccia e noi, lentamente, tocchiamo, respiriamo, annusiamo e, rapidamente, impariamo a conoscere ogni angolo del suo spazio accogliente, lasciandoci andare….Maui scalpita, vuole partire e noi insieme a lei, desideriamo provare l’ebrezza di abbandonare le cime che ci tengono legati al molo e alla solita realtà, per solcare le onde, con i sospiri del vento in faccia e il sole che riscalda ogni angolo del nostro essere ora……… e mentre pensiamo e immaginiamo, siamo già in mare, nel suono di un motore silenzioso che ci porta al largo, lontano, sempre più lontano, via dalla civilizzata quotidiana realtà. Andiamo verso spazi più aperti e superiamo i confini di un porto austero, alcune navi ci salutano con una sirena che canta, mentre il nostro capitano spiega, racconta, descrive, ci parla di mondi lontani, di manovre, di strumenti…. ci fa toccare draglie, cime, gavitelli, sartie mentre ascoltiamo il suono stridente della vela di prua che è felice di aprirsi, il motore si spegne e il vento diviene elemento simbiotico del nostro percepire e del nostro andare….Il silenzio si alterna alle nostre risate, pensieri di calma e di pace scandiscono il semplice stare insieme, ogni tanto un gabbiano ci raggiunge e lo percepiamo con il suo saluto stridulo e allo stesso tempo soave e siamo di nuovo bambini in una culla che dondola…Qualcuno è steso sulla rete di prua al primo sole, chi prova a far manovre insieme al capitano e si improvvisa mezzo marinaio, chi si muove tastando ogni angolo possibile per raggiungere la cucina, chi racconta un pezzo di vita, chi canta….e Maui continua a farsi trasportare dal vento, solcando le onde e conduce tutti oltre ogni confine, tenendoci insieme come elementi essenziali di un piccolo guscio di noce…. E all’improvviso un richiamo soave, misto a profumi di spezie e di caldo che ci fa intuire che il pranzo è pronto e mentre Maui continua la sua corsa da sola, in piena sintonia con il pilota automatico, il vento che sibila dolcemente e il movimento equilibrato delle piccole onde, ci affrettiamo a stappare una bottiglia di prosecco come augurio speciale, capace di sancire un’amicizia già iniziata tra noi, con la barca, la natura, la voglia di continuare questa avventura nei prossimi giorni e nei mesi che vedranno la nascita della primavera e la nostra partecipazione ad una regata importante, la Est 105 e noi…………..non vediamo l’ora!!!!!!!!!!

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