Racconti, articoli, testimonianze

Dal diario di bordo della Brindisi Corfù

https://www.buonvento.net/wp-content/uploads/2020/02/PROGETTO-BV-br-corfu-podio-galatina.it_.pdf

https://www.buonvento.net/wp-content/uploads/2020/02/QUOTIDIANO-REGATA-BRINDISI-CORFU.pdf

In data 3 Giugno 2019 l’avvio del Progetto Buon Vento è stato presentato presso la sede Officine Martinucci a Galatina in Via Montegrappa 151, cogliendo tale occasione per descrivere alla comunità locale ed istituzionale le attività previste, tra cui l’imminente Regata Internazionale Brindisi Corfù in pianificazione per il 16 giugno, alla quale hanno partecipato giovani diversamente abili ospiti dei Centri diurni L’Aquilone e La Bussola. 
Per la presentazione del progetto e le attività in programmazione sono stati coinvolti gli operatori dei Centri e le famiglie dei ragazzi partecipanti alla vicina Regata Internazionale Brindisi Corfù, in un clima di cooperazione e condivisione dei preparativi in atto agli eventi di regata.  Nell’ambito degli allenamenti di preparazione alla regata, abbiamo partecipato all’evento di Vela Solidale “Conoscersi in Regata” organizzato da “GV3 – a Gonfie Vele Verso la Vita” APS, Sezione locale Lega Navale, Circolo della Vela e Marina di Brindisi.  Le attività di sensibilizzazione, didattico, sia teoriche, che sportive che pratico-veliche si sono svolte  sul lungomare di Brindisi a bordo delle imbarcazioni Rosa al Mar e Maui 1, coinvolgendo numerosi ragazzi migranti ed autoctoni accolti in centri e comunità del territorio, in ragione delle diverse “fragilità” (disagi sociali, fisici e psichici) nonché  studenti di alcune scuole di Brindisi. Queste giornate hanno donato a tanti bambini e ragazzi del territorio l’opportunità di fare esperienza di Vela e di mare appoggiandosi a percorsi didattici/formativi, mini corsi di vela, laboratori di marineria ed escursioni in mare, coinvolgendo anche le scuole del territorio, oltre che associazioni che hanno investito in tema di collaborazione e cooperazione per realizzare RETE. Nell’ambito del Progetto, nel percorso di pianificazione della regata Internazionale Brindisi Corfù sono state realizzate giornate formative in aula presso la sede Officine Martinucci di Galatina, presso i centri diurni La Bussola con i partecipanti, in cui sono state spiegate le principali regole del vivere in barca, sia agli operatori che ai ragazzi, semplici nomenclature, attrezzature, norme di sicurezza, informazioni. La partecipazione alla Regata Internazionale Brindisi Corfù è stata un’occasione singolare per promuovere e ottimizzare la qualità della vita dei ragazzi partecipanti, sostenendo ed aiutando, sia sul piano dell’autonomia fisica, che a livello psicologico. Il vivere insieme su una barca in regata si è trasformato in un’esperienza positiva, capace di regalare benessere, condivisione, impegno e disciplina, ma anche tanto divertimento che, è risultato una sperimentazione ideale per affrontare con il vento in poppa i problemi della vita.  I ragazzi hanno dimostrato capacità di adattamento, curiosità, e volontà di apprendere e di conoscere. Sono stati in grado di affidarsi ad operatori con i quali avevano meno familiarità e dimostrato autonomia nella gestione di se stessi e dei propri spazi. Il catamarano lungo 14 metri e largo 8,5 metri dotata di 4 cabine doppie, 4 bagni, 2 cabine singole (di solito per equipaggio.) ha ospitato 6 ragazzi con disabilità psicofisica e due operatori sociali, oltre al Coordinatore e all’Istruttore vela.
La Barca Rosalmar dotata di 3 cabine doppie con 2 bagni ha ospitato 4 ragazzi con disabilità psicofisica e due operatori. Ambedue le imbarcazioni, essendo dotate di ampia dinette con divano, cucina con forno e frigo, pentole, piatti e ogni utensile per cucina, ampli spazi all’esterno hanno dato l’opportunità di vivere le attività sia di regata, che di convivialità, nel rispetto dei tempi, delle necessità e delle esigenze di ciascun ragazzo a bordo.  Prima di salpare è stato effettuato un briefing sulle norme di utilizzo dell’attrezzatura e norme di vita di bordo, ascoltando e rispondendo a dubbi, paure, perplessità e infondendo sicurezza. Anche l’agonismo della competizione, le attività sportive e di socializzazione sono state vissute con grande partecipazione, con costante interesse dei ragazzi per la posizione dell’imbarcazione rispetto alle altre. Il raggiungimento del traguardo, dopo una notte in navigazione, con a vista altre barche in regata, è stata vissuta in maniera emozionante e all’unisono, provando insieme l’orgoglio di aver raggiunto un obiettivo importantissimo tutti insieme!! L’apprendere poi la notizia dell’inaspettata vittoria ha coinvolto ogni partecipante in un’emozione condivisa di essere finalmente protagonista di un evento indimenticabile. L’attesa della premiazione è stata vissuta con trepidazione e ogni attimo della regata commentato mai trascurando l’esperienza vissuta insieme.  Sorprendente il piacere di ritrovarsi insieme, tra i due equipaggi, Maui e Rosalmar, dopo il taglio del traguardo, e anche i successivi momenti insieme sono stati vissuti come occasione di condivisione delle proprie esperienze personali e di gruppo, perché ogni imbarcazione aveva caratteristiche diverse, fatte di spazi, certo, ma anche di persone che interagivano.  In ogni momento i ragazzi hanno mostrato una grande coesione e collaborazione, fornendosi reciprocamente aiuto nelle diverse situazioni. Hanno potuto vivere un’esperienza con i compagni al di fuori del controllo familiare e di conseguenza hanno potuto direttamente sperimentare l’inclusione in un altro contesto sociale per le proprie attitudini e personalità.  Anche durante i momenti di festa, dopo la premiazione, i ragazzi hanno dimostrato capacità di mettersi in gioco ballando con altri gruppi, lasciandosi coinvolgere e trascinando anche gli altri partecipanti, molti di loro sconosciuti. Durante la traversata di ritorno, ci siamo fermati in vari luoghi, tra cui l’isola di Othoni dove sono continuate le attività di socializzazione, con bagni al mare, in piscina, cucinando insieme e provando i piatti tipici greci che tutti i ragazzi hanno voluto provare, scegliendo in autonomia fra sapori graditi o meno. Per quanto riguarda il quotidiano a bordo delle imbarcazioni hanno appreso il rispetto di turni e priorità nell’utilizzo dell’unico servizio igienico di cui usufruivano quattro persone. In entrambe le imbarcazioni hanno imparato la necessità di muoversi con cautela, avendo cura degli ambienti e degli oggetti presenti nell’imbarcazione. Sorprendente la pazienza con cui sono state affrontate le lunghe ore di navigazione condividendo uno spazio ristretto e con limitatissima libertà d’azione. Feedback positivi la sera prima del rientro: nessuno dei ragazzi voleva ripartire e avrebbero volentieri prolungato la permanenza. Nei racconti spontanei hanno sottolineato l’entusiasmo della discoteca (esperienza nuova), la piscina, i lettini per il sole, occasione di pennichelle e di relax, il mare che ti fa da culla e la rete per prendere il sole gli applausi ricevuti sul palco, il mare e Corfù, il divertimento e l’isola di Fanò, ma soprattutto la coppa e la vittoria.
I risultati raggiunti possono essere contemplati nell’ evidente integrazione tra i ragazzi, con il gruppo, così come nel veloce apprendimento e di gestione degli spazi nella quotidiana vita in mare, accrescendo autonomia e capacità di relazione; maggiore autostima individuale e di socializzazione, nella cooperazione e nel lavoro di squadra con superamento delle barriere personali, sociali e relazionali; miglioramento della sfera del quotidiano nella valorizzazione delle risorse e delle opportunità di scambio delle esperienze vissute insieme. 

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